mercoledì 23 aprile 2008
Conti in Lichtenstein
C'è anche una scrittrice fra i 390 titolari italiani dei 156 conti correnti nel granducato.Essere in questo elenco non vuol dire necessariamente aver commesso dei reati si tratta solo dell'elenco cui indagano le procure. Gli atti sono stati consegnati a 37 procure italiane, ma l'ipotesi di reato non è automatica. Inoltre la prescrizione è probabile: i fatti risalgono a prima del 2002 e i reati decadono in sette anni e mezzo.
C'è anche una studiosa di Santa Caterina da Siena, catalogata come ''professoressa e scrittrice'', nella ''lista italiana'' dei conti in Liechtenstein: Adriana Cartotti Oddasso. A fianco del suo nome la cifra di 34 milioni di euro. Alla donna vengono attribuite proprieta' immobiliari a Monaco possedute attraverso strutture offshore. E' una delle titolari dei 157 conti - molti dei quali pero' riconducibili a piu' persone, spesso della stessa famiglia o gruppo industriale - su cui si sta concentrando l'attenzione della GdF. L'ammontare complessivo del 'tesoro' italiano in Liechtenstein è di 1 miliardo 337 milioni 250mila euro. La magistratura di Roma ha distribuito a 37 procure in tutta Italia, per competenza territoriale, gli atti relativi ai titolari di depositi nel Liechtenstein. Complessivamente sono 390 gli indagati per omessa e infedele denuncia dei redditi, ma il rischio prescrizione, trattandosi di fatti risalenti ad un'epoca che finisce nel 2002, e' concreto poiche' i reati configurati decadono in sette anni e mezzo. Tra le persone in elenco, comunque, diversi potrebbero gia' aver sanato la loro posizione, anche attraverso la legge del cosiddetto scudo fiscale, mentre per altri, magari residenti all'estero o non cittadini italiani, potrebbe non ravvisarsi alcun reato.
Tra i conti più ricchi contenuti nell'elenco quelli che fanno riferimento al gruppo farmaceutico Menarini che assommerebbero a 476 milioni, mentre depositi riconducibili al gruppo Mian (che opera nello stesso settore) sono pari a 200 milioni. Hanno conti al di sopra dei 10 milioni la famiglia Bax (20 milioni di euro); la famiglia di industriali Ryan (15 milioni di euro); gli industriali Pichler (35 milioni), gli imprenditori Amenduini (15.500.000); il gruppo familiare (moglie, figlio, madre ed una persona indicata come il suo ''migliore amico'') che fa capo all'ex direttore sportivo della Ferrari Marco Piccinini (60 milioni); le famiglie Groppo (13 milioni) e Garbagnati (15 milioni), Alessandra ed Enrico Marcora (20 milioni), il gruppo Ferrazzini (30 milioni) e quello Italcementi (33 milioni). Nell'elenco anche gli industriali Manini (l'azienda di cancelli automatici Faac spa) che sarebbero titolari di conti per 18 milioni e la famiglia di origini albanese Ferra (31 milioni); i titolari del Gruppo Pessina (costruzioni) sono indicati con conti per 32 milioni e Gianpaolo Corabi con 15 milioni. Tra gli altri nomi quello di Raoul Konstandt (650 mila euro) che avrebbe ''proprieta' immobiliari in Israele'', mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una ''antica famiglia nobile di Milano'', il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1 milione 200 mila) del Museo nazionale Alinari della fotografia, gli orafi Vaschieri (6 milioni) e Sbragi (650 mila), i gioiellieri Vittorio Boni (3 milioni) e Chimento (6 milioni e 300mila), il cittadino di origini iraniane Massoud Mowlazadeh (650 mila) indicato come presidente della Vercellese Calcio, che figura nell'elenco insieme alla moglie e a due figli; gli imprenditori Facchini (7 milioni e mezzo), gli allevatori di cavalli Bonora (650 mila euro); Paul Prast, attivo nel settore macelleria (5 milioni e mezzo), l'imprenditrice Cecilia Conti (3 milioni), i pellicciai Barbieri (9 milioni e 300 mila), l'ex presidente dell'Ordine degli agenti di cambio Gian Paolo Gamba (2 milioni). Insieme a Piero Mascherpa, ''ingegnere'', risultano titolari dello stesso conto da 3 milioni di euro anche due ''pensionate Inps'', cosi' come pensionato e' Stefano D'Archino (700 mila euro). Sotto l'indicazione di Gruppo Dell'Acqua (650 mila euro) sono indicati il docente universitario Paolo Nanni e Lorenzo Nanni che ''percepisce reddito dall'Istituto per il sostentamento del clero''. Non e' stato invece meglio identificato Denis O'Conner (3 milioni e 800 mila) con proprieta' immobiliari a Campione d'Italia, yacht e Mercedes. Tra i nomi gia' trapelati quello Maria Ilvia Biolcati, in arte Milva - insieme alla figlia e alla sorella risulta titolare di un conto di 7 milioni e mezzo di euro - e quello di Mario D'Urso, con 250 mila euro, indicato come ''politico con residenza in Gran Bretagna''. E ancora: Tommaso Addario e la moglie (650 mila), la stilista romana Simonetta Colonna (2 milioni) con il figlio fotografo; Pasquale De Vita (1 milione) presidente dell'Unione petrolifera, gli imprenditori Zanussi (con somme di diversa entita'), il conte Pietro Arvedi D'Emili, Enrico Giuliano (5 milioni e 500 mila) del Partito Italiani nel mondo, esponenti delle famiglie Sama e Ferruzzi (5 milioni 250mila); Francesco, Vito e Luca Bonsignore (5 milioni 600mila), Luigi Grillo (650 mila). Le procure alle quali la magistratura di Roma ha trasmesso gli atti e che, oltre a quella della capitale, dovranno indagare sono: Alba, Arezzo, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Castrovillari, Como, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, La Spezia, Lanciano, Lucca, Mantova, Milano, Modena, Montepulciano, Monza, Napoli, Orvieto, Padova, Pisa, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Savona, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verona e Vicenza. Il maggior numero di ''soggetti'' (non necessariamente singole persone) al centro di indagine da parte della Guardia di Finanza si trova nella provincia di Milano: sono 97. A Roma e provincia risultano 37, 33 a Bolzano, 18 a Firenze, 11 a Vicenza e altrettanti a Bergamo, 10 a Verona. I controli della Guardia di Finanza - in particolare quelli delegati dalla Direzione Nazionale antimafia allo Scico - riguardano anche eventuali ipotesi di riciclaggio di denaro sporco, anche attraverso l'utilizzo di prestanome, e collegamenti con organizzazioni criminali.
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